Fusione Pescara-Montesilvano-Spoltore: sì al progetto, no ai ritardi del Comune capofila
Sinistra Italiana Pescara conferma il proprio sostegno alla fusione tra i Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore, prevista nel primo semestre del 2027 con commissariamento dal 1° gennaio fino alle prossime elezioni amministrative.
Il progetto è strategico: nascerà una città da 200.000 abitanti al centro della costa adriatica, in un tratto dove — a differenza della costa tirrenica — non sono mai sorte grandi città, con l’eccezione di Bari a sud e Venezia a nord. Una nuova centralità capace di attrarre investimenti privati e valorizzazione pubblica: dalla Direzione Marittima ai Centri meccanizzati postali, fino a sedi ministeriali e militari di rilievo. A ciò si aggiungono gli incentivi fiscali previsti per legge per i Comuni che completano la fusione e i benefici di un governo unico — un solo Sindaco, un solo Consiglio Comunale — più rapido ed efficiente nel rispondere alle esigenze di una cittadinanza che nella realtà è già unita.
Ma qualcosa non funziona. La gestione del processo da parte della Giunta Masci, Comune capofila, preoccupa il partito.
«Appoggiamo convintamente la fusione, ma non possiamo tacere: il Consiglio Comunale di Pescara non ha ancora votato il nuovo Statuto, mentre Montesilvano e Spoltore lo hanno approvato da tempo. Vogliono forse mantenere lo Statuto attuale, esautorando completamente gli altri due Comuni? Lo riteniamo profondamente sbagliato e dannoso — sia per la buona riuscita del progetto, sia per i cittadini di Montesilvano e Spoltore, che rischiano di restare senza garanzie sui servizi di prossimità. Senza programmazione condivisa e senza i Municipi previsti nel nuovo Statuto, il decentramento democratico rimane sulla carta. Eppure è proprio lì la chiave: solo con un decentramento reale, con fondi e competenze adeguati, la fusione renderà davvero grande Pescara.»
Emanuele Mancinelli, vice segretario provinciale di Sinistra Italiana (AVS) – Pescara
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