Emergenza fiume Pescara: tra allerte meteo e delibere fuori sacco, la marineria è a rischio. Non è un pesce d’aprile
Dragare il fiume Pescara, subito e bene, non soffocarlo di cemento. Per la sicurezza dei cittadini e della marineria. “La chiusura delle golene nord e sud per il superamento dei limiti di allarme del fiume Pescara non è più un evento straordinario, ma la conferma di una criticità strutturale ignorata”. Così Daniele Licheri, segretario regionale e Roberto Ettorre, segretario provinciale di Pescara di Sinistra Italiana-AVS alla luce dell’allerta meteo e della paura per allagamenti ed esondazioni in corso. “Mentre la Protezione Civile monitora i sottopassi, emerge l’inadeguatezza di una gestione politica che in tutta la filiera dell’amministrazione preferisce la burocrazia alla sicurezza reale”.
Dragaggio prima di tutto: è la prima richiesta. “Il PSDA, Piano Stralcio Difesa Alluvioni, parla chiaro: il fiume Pescara e il porto canale necessitano di un dragaggio urgente. È inaccettabile che i fondi statali siano stati dirottati dalla Regione verso altri capitoli di spesa, lasciando il territorio vulnerabile – continuano Licheri ed Ettorre -. Non ci si può giustificare parlando di clima impazzito: la natura ci sta avvisando in tutti i modi, ma l’amministrazione preferisce ignorare i segnali”.
Ascolto di chi il fiume e il mare lo conosce: è la seconda richiesta. “Invece di ascoltare le istanze degli operatori ittici, che chiedono da mesi un tavolo tecnico per discutere della loro sicurezza, l’amministrazione comunale ha scelto la via del silenzio e del colpo di mano – dicono ancora Licheri ed Ettorre -: il 19 marzo scorso, è stata portata in Giunta una delibera per il Waterfront e per l’adeguamento del mercato ittico in Golena Sud. Invece di un’analisi progettuale seria che tenga conto della pericolosità dell’area, l’amministrazione si è limitata a una semplice dichiarazione in cui si afferma che le installazioni edilizie rispettano le Norme Tecniche di Attuazione del PSDA. Un atto che appare privo di rispetto per chi in quel fiume deve lavorarci ogni giorno e per gli operatori del mercato ittico che con il loro faticoso lavoro salvaguardano l’oro azzurro, la nostra eccellenza”.
Sappiamo che gli operatori, supportati dall’analisi dell’avvocato Federica Liberatore, ribadiscono che è possibile e doveroso intervenire sui fondi (Cod. 58346/AB/25 – Azione 3 FEAMPA) tramite varianti in corso d’opera:se ne possono fare fino a due, secondo quanto prevede la normativa. “E’ necessario una riprogrammazione dei luoghi, ossia spostare l’impianto d’asta computerizzato presso la banchina nord, garantendo la funzionalità operativa e rispettando le prescrizioni del PSDA che non consente nuove edificazioni – dicono Ettorre e Licheri – ed è necessario destinare la golena sud solo alla piccola pesca, rispettando la reale capacità di carico e sicurezza dell’area”.
Non si possono progettare infrastrutture senza tenere conto delle reali esigenze di vita e di lavoro degli operatori e della sicurezza dei cittadini. “È ora di fermarsi, di riprogrammare e di rispettare la città. Chiediamo che il Comune e gli enti preposti (Provincia e Regione) prendano atto che il fiume va dragato e rispettato, non soffocato da cemento in zone a rischio; vanno piuttosto rinaturalizzate le sponde del fiume per contrastare a monte l’insabbiamento – dicono Licheri ed Ettorre -. La sicurezza della marineria tutta (armatori e operatori ittici) e dei cittadini non può essere liquidata con una dichiarazione di conformità su una carta bollata. Noi ascoltiamo le istanze e valutiamo le norme e l’operato tecnico, non ci sonolupi che ululano alla luna, come ha detto il presidente del Consiglio Regionale Lorenzo Sospiri, ma persone serie che hanno a cuore questa città e rispettano gente e natura”.
Alcune delle istanze saranno portate dal consigliere comunale di AVS-Radici in Comune Enrico Di Ciano in un Consiglio Comunale straordinario che sarà richiesto a Pescara.
Leave A Comment