Le scuole italiane di nuovo nel mirino della destra.
Un elenco di 41 istituti scolastici italiani, presunte scuole “dissidenti”, è ora sui banchi del Parlamento e al centro degli attacchi della destra di governo. Il motivo? Non avrebbero dato “adeguato seguito” alle indicazioni ministeriali legate alla celebrazione del Giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe.
A presentare la “lista nera” delle scuole non allineate, chiedendo provvedimenti contro di esse, è il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli (FdI), che ha sollecitato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.
A firmare la richiesta di interrogazione parlamentare anche Federico Mollicone (FdI), presidente della Commissione Cultura della Camera, già resosi noto per le sue battaglie “anti-gender” contro il cartone animato Peppa Pig e per le sue posizioni revisioniste sulla Strage di Bologna. La maggior parte delle scuole schedate sono prestigiosi licei romani, tra cui il Tasso, il Righi, il Cavour e il Socrate. Ma nell’elenco non mancano scuole di altre città, come Catania, Bologna e Latina.
Sul banco degli imputati di Fratelli d’Italia finiscono anche le scuole teatine: in particolare il *liceo scientifico F. Masci* e il *liceo classico G.B. Vico*.Il deputato Fabio Rampelli (FdI), intervistato da Repubblica, si appella a presunte violazioni di legge. Ma le circolari ministeriali non hanno rango di legge e non implicano alcun obbligo né per gli istituti scolastici né per i singoli docenti. Anche la normativa del 30 marzo 2004, che istituisce il Giorno del ricordo, non prevede in alcuna sua parte la messa in discussione dell’autonomia scolastica e della libertà d’insegnamento.
Inoltre, l’attacco scomposto verso le scuole messe all’indice non si basa su fonti ufficiali verificate, ma su generiche “testimonianze raccolte” e segnalazioni anonime. Non è la prima volta che le destre radicali tentano di forzare il principio di autonomia scolastica e di soggiogare le scuole al proprio completo controllo politico tramite schedature e liste di proscrizione:
● A gennaio Azione Studentesca, movimento studentesco di estrema destra riconducibile a Fratelli d’Italia, ha promosso la schedatura dei docenti “di sinistra” tramite questionari anonimi.
● A febbraio i consiglieri comunali meloniani di Bagno a Ripoli hanno proposto di etichettare ufficialmente le scuole sgradite con diciture come “politicamente schierata a sinistra”, “ideologicamente comunista”.
UGS Abruzzo condanna fermamente questi reiterati assalti alla libertà scolastica e ogni forma di pressione politica su scuole, docenti e studenti.
Ribadiamo il nostro sostegno a un’idea di scuola pubblica libera, democratica e pluralista ed esprimiamo piena solidarietà a tutti gli istituti scolastici e a tutti i lavoratori del mondo della scuola coinvolti in questi attacchi inaccettabili e antidemocratici.
Leave A Comment