Sono online le videointerviste realizzate da Sinistra Italiana-AVS a Pescara Vecchia, tra chi la notte la vive, per una gestione della notte strategica e partecipata
Desertificazione, ascolto mancato, emorragia del 60% sull’economia della notte, limitazione di spazi di aggregazione e di socialità: sono gli effetti che le ordinanze Cenerentola hanno prodotto sull’economia della notte a Pescara. E’ quanto emerso dalla campagna di ascolto condotta dal circolo di Pescara di Sinistra Italiana-AVS tra operatori e giovani della notte a Pescara Vecchia e pubblicata in 4 episodi della serie “Pescara Cenerentola? Neanche per sogno”.
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Dopo l’episodio-intro, nell’episodio numero 1 “Fare un deserto e chiamarlo pace” protagonista è la voce dei gestori dei locali sugli effetti dell’ordinanza Cenerentola: incassi in picchiata tra il 60% e il 70% contestualmente al calo delle presenze innescati da una desertificazione che a cascata ha peggiorato anche la percezione della sicurezza. A soffrire le attività commerciali, con chiusure di locali, licenziamenti di dipendenti e sofferenza in tutto l’indotto dell’economia della notte.
Nell’episodio numero 2 Caro sindaco ti dico: “Avremmo voluto essere ascoltati per cercare insieme le soluzioni” si miscelano le voci degli operatori dell’economia della notte, dai gestori dei locali ai dj, con quelle di chi a Pescara vecchia ci vive o la frequenta. Da tutti emerge una stessa richiesta e una stessa lamentela: la mancanza di ascolto, la mancata attivazione di veri tavoli di confronto che avrebbero potuto generare soluzioni alternative contemperando le esigenze di tutti, senza spegnere la città.
Nell’episodio numero 3 Caro sindaco ti dico: “Divertimento è quello che rende bello stare insieme agli altri” le voci dei giovani e delle giovani e quelle degli operatori della notte fanno risuonare il valore della socialità e della comunità connesso al divertimento. La criminalizzazione degli operatori della notte ha invece sottratto socialità, con effetti di isolamento: gli stessi giovani lamentano la mancanza di spazi di aggregazione. L’allerta: togliere la possibilità di aggregazione porta i ragazzi a isolarsi o a comprare alcol a poco e a cercare forme di divertimento anche violente.
Nell’episodio numero 4 Caro sindaco ti dico: “Riaccendiamo insieme Pescara: ecco le nostre proposte” le voci degli operatori della notte e dei giovani e delle giovani si uniscono per chiedere di riaccendere la socialità e la cultura in città, spente dalle ordinanze Cenerentola. Ci sono modi strategici per coniugare il diritto dei residenti al riposo e il diritto al divertimento e alla socialità. Una delle proposte di Alleanza Verdi e Sinistra è guardare alle esperienze più virtuose d’Europa, come l’attivazione della figura del “sindaco della notte” e l’adesione alla rete Cities After Dark. La città può riaccendersi con la partecipazione e il cambiamento.
“Abbiamo raccolto le voci del popolo della notte, per comprendere le ombre della gestione della vita notturna a Pescara ma anche per raccogliere idee e proposte per un cambio di passo, che valorizzi in modo strategico un’economia che dovrebbe rispecchiare il dinamismo di Pescara e che invece ora è spenta dalle ordinanze Cenerentola”. Così Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra Italiana. “Negli ultimi anni l’amministrazione comunale di centrodestra targata Masci ha risposto alla vita notturna attraverso le ordinanze Cenerentola, basate su limitazioni e chiusure anticipate. Un approccio che rischia di semplificare una questione complessa – dice ancora Licheri – ma è lavoro, cultura, relazioni, economia urbana. È uno spazio che coinvolge giovani, lavoratori e lavoratrici, esercenti, residenti. Noi chiediamo di rivolgere lo sguardo alle esperienze più virtuose, con una vertenza territoriale che dovrebbe coinvolgere tutti gli attori coinvolti. In molte città italiane ed europee si stanno sperimentando modelli innovativi di governance della vita notturna, come la figura del sindaco della notte e l’adesione a reti europee come Cities After Dark, che promuovono politiche integrate capaci di conciliare sicurezza, diritto al riposo e diritto alla socialità. Un’alternativa è possibile, a partire dall’ascolto”.
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