Pianella, altro incidente sul lavoro. E’ urgente cambiare rotta
ufficio stampa
Novembre 22, 2025
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“Pescara continua a distinguersi per un dato drammatico: 69,6 vittime sul lavoro ogni milione di occupati, uno dei valori più alti in Italia. Non è un numero: è un allarme. È la fotografia di una provincia in cui lavorare significa, troppo spesso, esporsi a rischi inaccettabili”. Così Roberto Ettorre, segretario provinciale di Sinistra Italiana sull’incidente sul lavoro accaduto a Pianella, ieri.
“L’incidente – un operaio che ha subito la tragica amputazione di un piede – pur non essendo una vittima mortale, è l’ennesimo segnale di un sistema che non funziona. E si aggiunge ad altri episodi gravi, come i due operai feriti sotto il ponte della statale 603 a Cepagatti, cadute da scale, incidenti nel tragitto casa-lavoro, prognosi riservate”. Incidenti anche mortali. “Ma ciò che sconvolge è che a perdere la vita sono soprattutto uomini tra i 55 e i 64 anni: persone che dovrebbero essere vicine alla pensione e non ancora costrette a salire su impalcature, lavorare in quota o affrontare mansioni usuranti. A questo si somma il dato dei lavoratori stranieri, più esposti ai rischi per via di condizioni spesso più dure, più ricattabili, meno protette. È una diseguaglianza che si traduce in sofferenza e, talvolta, in morte. Di fronte a tutto questo, c’è una verità che non possiamo ignorare: la sicurezza non è solo una questione di controlli o di norme. È una questione di cultura e di etica d’impresa. Si possono programmare controlli severi, frequenti, anche settimanali. Si possono organizzare corsi di formazione obbligatori, aggiornamenti, certificazioni. Ma se l’obiettivo prioritario di un’azienda resta risparmiare tempo e costi per aumentare la produttività, allora la salute dei lavoratori sarà sempre l’ultimo pensiero. E quando la sicurezza diventa un ostacolo da aggirare, il rischio diventa inevitabile”. E’ necessaria la prevenzione. “Per questo la chiave di tutto è la prevenzione: reale, quotidiana, condivisa – continua Ettorre -. Prevenzione fatta con organizzazione, pianificazione, selezione delle mansioni adeguate all’età e alle condizioni fisiche dei lavoratori. Prevenzione fatta con investimenti veri, non con scorciatoie. E allo stesso tempo è indispensabile rafforzare il lavoro degli enti preposti ai controlli, affinché possano intervenire in modo capillare ed efficace. Non per punire dopo, ma per individuare prima quei comportamenti e quelle condizioni che rischiano di trasformarsi in tragedia. Pescara deve cambiare direzione. Bisogna lavorare per vivere, non per morire. Come Sinistra Italiana Pescara continueremo a denunciare ciò che non va e a sostenere una cultura del lavoro che metta al centro la dignità, la salute e la vita delle persone. Perché ogni incidente evitabile non è una fatalità: è una responsabilità collettiva. E ogni vita salvata è la prova che un modello diverso è possibile”.
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