Il testo dell’articolo, di Erika Gambino sul quotidiano Il Centro
Fermare il ritorno alle urne a Ferragosto. Potrebbe accadere anche questo nei prossimi giorni: il sindaco di Forza Italia Carlo Masci è deciso a fare ricorso al Consiglio di Stato, ma senza richiedere la sospensiva che bloccherebbe il ritorno al voto. Un passo che, invece, il centrosinistra non esclude. «Il voto si ripete in 27 sezioni? Noi pensiamo che il voto vada ripetuto per tutta la città. È una questione di garanzia fondamentale dei cittadini», dice il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni ieri a Pescara al fianco del candidato sindaco di centrosinistra Carlo Costantini. «I cittadini vanno messi nelle condizioni di esprimere il loro pieno diritto di voto e di scelta di governo», è il pensiero del candidato sindaco di centrosinistra sulla via della richiesta di sospensiva. Parte così la sfilata di big della politica a sostegno dei candidati sindaci. Fratoianni apre le “danze” e parte subito con una gomitata al centrodestra: «Chi ritiene di aver vinto senza ombre, affronti la discussione di legittimità perché si ripeta il voto in tutta la città, con una tempistica rispettosa e che non comprima gli spazi democratici. Ci sono tutte le condizioni per una scelta diversa, questa questione non può considerarsi chiusa come un incidente di percorso». Dalla sala del Consiglio comunale, Fratoianni lancia un consiglio ai cittadini: «Se io fossi un cittadino pescarese e scopro che ci sono irregolarità così pesanti e tali da ripetere il voto in una serie di sezioni, francamente non mi sentirei per niente tutelato rispetto al mio diritto di scegliere da chi essere rappresentato. Per questo credo che di fronte a questa situazione le elezioni vadano ripetute in blocco».«È UN CASO NAZIONALE»Il ritorno alle urne dopo poco più di un anno è un caso politico più unico che raro: il 24 e 25 agosto si vota nelle sezioni 2, 28, 31, 43, 44, 46, 55, 57, 71, 74, 89, 117, 140, 157, 166, 25, 42, 45, 47, 51, 73, 78, 90, 95, 137, 145 e 169. Riaprire i seggi a ridosso della settimana di Ferragosto, rappresenta un’anomalia che solleva interrogativi sull’affluenza, considerando che molti pescaresi potrebbero trovarsi fuori città per le vacanze. Un caso raro che per Fratoianni «ha la dimensione di una grande questione nazionale», dice, «la vicenda di Pescara è gravissima. Le irregolarità sono moltissime e preoccupanti, tali da indicare potenzialmente anche comportamenti che mettono in discussione in modo significativo la qualità della democrazia. Nessuna ombra può rimanere nel percorso elettorale, è necessario che si prenda fino in fondo in considerazione l’ipotesi di ripetere il processo elettorale nella sua interezza». GLI ERRORI FORMALI Tutelare i diritti dei cittadini e la democrazia. Sono questi i due punti a cui Costantini e la sua schiera di sostenitori rivendicano, dopo che i giudici amministrativi hanno messo nero su bianco le irregolarità accadute il 27 sezioni su 170 alle scorse elezioni dell’8 e 9 giugno 2024. Un anno dopo, si riapre la campagna elettorale: da domani parte la settimana decisiva per la coalizione di centrosinistra che sta definendo la strategia di risposta al ricorso che presenterà il sindaco di Forza Italia. Per il centrosinistra il voto si deve ripetere in tutti le sezioni e non solo nelle 27 dove il Tar ha riscontrato «gravi irregolarità» nei verbali e «plichi manomessi». «La difesa di chi sostiene che si tratti di soli errori formali è ridicola, perché se fosse così non ci sarebbe stato bisogno di ripetere il voto neppure in 27 sezioni», precisa Fratoianni, «è una situazione molto più grave, proietta ombre e mette a repentaglio l’onorabilità delle istituzioni, la qualità della democrazia, la credibilità e l’autorevolezza della rappresentanza». È sulla stessa linea il candidato sindaco Costantini: «La tracciabilità delle schede non può essere considerato un errore formale», dice il candidato di centrosinistra, «che siano schede consegnate o autenticate, quelle sono gravissime irregolarità. Se dovessimo considerare un errore formale la scomparsa di schede autenticate verrebbero meno le garanzie fondamentali di segretezza, libertà e genuinità del voto». Fenomeno diventato frequente in alcuni Comuni del mezzogiorno. «È questo che se a Pescara si verificano questi fenomeni, noi dobbiamo assolutamente contenerli e reagire, ripristinando la legalità piena». Alle scorse elezioni dell’8 e 9 giugno 2024 Costantini ha raggiunto il 34,24%, con una differenza di 10mila voti rispetto al sindaco Masci vincitore al primo turno con il 50,95%. Ma le parole dei giudici, nelle 98 pagine di sentenza, sono uno spiraglio per il centrosinistra già in campagna elettorale. «Le forze politiche hanno la responsabilità di fare fronte: le illegalità diffuse hanno compromesso la regolarità e l’attendibilità del voto», prosegue Costantini, «votare a Ferragosto, solo in una parte di città, sarebbe un secondo atto di violenza: i cittadini vanno messi nelle condizioni di esprimere il loro pieno diritto di voto e di scelta di governo. Tutte le iniziative saranno protese a questo obiettivo». TORNARE ALLE URNE«È inaccettabile minimizzare e screditare la magistratura e scaricare la responsabilità sui presidenti di seggio, considerando normale che ombre di questo tipo possano esserci», aggiunge Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra Italiana, «oltre ad essere amareggiati, la priorità ora è che tutti i cittadini possano riprendere la parola e non solo una parte della città. Metteremo in campo qualsiasi strumento utile: la coalizione di centrosinistra sta ragionando su quali sono gli strumenti migliori da mettere in campo, primo fra tutti il ricorso al Consiglio di Stato. Decideremo tutti insieme. La procura accerterà ulteriori ed eventuali responsabilità, la politica prenda ora atto che c’è un problema e che non si può governare con il voto di una parte di città».
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