Operazione antidroga nel capoluogo, il commento del Circolo SI L’Aquila
ufficio stampa
Novembre 20, 2024
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Operazione antidroga nel capoluogo, il commento del Circolo SI L’Aquila
Soddisfazione per l’operazione di contrasto al traffico di droga, resa possibile grazie all’uso delle intercettazioni; le stesse che il governo di centrodestra vuole limitare.
Sinistra italiana L’Aquila esprime soddisfazione per l’operazione di contrasto al traffico di droga condotta lunedì mattina a L’Aquila.
Il crescente consumo di stupefacenti è determinato dal contemporaneo sdoganamento del consumo delle droghe più pesanti, cocaina in primis, e la sostanziale tolleranza dello spaccio, considerato spesso un reato minore o che, comunque, non desta allarme sociale, a tutto vantaggio delle organizzazioni criminali che così incrementano vertiginosamente i propri introiti.
Con l’operazione di lunedì si è finalmente reso visibile in maniera plastica quello che diciamo da tempo, al disopra di ogni becera e mediocre propaganda, ossia che le lotte tra bande e gli episodi di violenza che hanno visto coinvolti spesso giovani nordafricani altro non erano che l’epifenomeno di un male più profondo ossia il traffico di droga, gestito da un sodalizio criminale composto da italiani, albanesi e macedoni; è superfluo qui sottolineare che se c’è chi vende droga è perché c’è chi la compra e a comprarla sono principalmente italianissimi, bianchi e abbienti.
E’ doveroso sottolineare, da quello che abbiamo letto, che l’operazione antidroga di cui sopra è stata possibile grazie all’uso delle intercettazioni come strumento investigativo, quelle stesse intercettazioni che il governo di centrodestra, attualmente al potere, vuole limitare il più possibile con la scusa del risparmio. Come spesso fa notare il giudice Gratteri, il costo delle intercettazioni è ben ripagato dal vantaggio che ha lo Stato nello sgominare le organizzazioni criminali: pensiamo, per esempio, al giro d’affari generato dall’organizzazione aquilana colpita lunedì che ammontava a circa 2 milioni di euro.
Limitare l’uso delle intercettazioni è un favore che verrà fatto alle mafie, ai corrotti e a tutti coloro che sono dediti al malaffare e fa il paio, a nostro avviso, con un’altra “sciagura” ossia la rimozione del reato di abuso d’ufficio, un reato dei cosiddetti colletti bianchi, impedendo così di perseguire tutte le condotte degli amministratori o funzionari pubblici che, nell’esercizio delle proprie funzioni, procurino volontariamente a loro stessi o ad altri un vantaggio ingiusto oppure provochino danni ad altri.
Infine una considerazione che è comunque doveroso fare: è corretto che i nomi degli indagati di un crimine siano resi pubblici una volta che gli stessi vengono a conoscenza delle indagini a loro carico, salvo i casi previsti per legge, e ci rendiamo conto delle necessità giornalistiche nel dover fornire notizie puntuali ma per noi vale sempre un principio garantista per cui le persone sono innocenti finché non vengono condannate.
Pierluigi Iannarelli – Segretario Circolo Sinistra Italiana L’Aquila
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