Non ci sono dubbi che l’attaccamento dei cittadini alla politica si sia ridotto nel tempo e che i partiti fungano sempre meno da catalizzatori delle istanze dei cittadini. Diversi studi mostrano come i giovani non vengono soddisfatti dal semplice ricevere informazioni dalle istituzioni e dai media, ma si aspettano di avere anche loro un ruolo, condividendo o producendo notizie e proposte e per questo l’impegno digitale attraverso i social network è così potente, in quanto permette di esprimere la propria voce attraverso sistemi orizzontali, in netto contrasto con i sistemi tradizionali che mostrano un carattere gerarchico. Il contraltare a questo protagonismo digitale è che una parte consistente delle persone decide di non votare in quanto non si riconosce negli schemi e nella rappresentanza attuale della politica. A fronte di questa estrema parcellizzazione in cui l’individuo rischia di diventare monade, la politica deve ritrovare il senso di un’azione collettiva e condivisa: gli isolazionismi, se non necessari perché si valicano i principi basilari su cui si fonda una comunità politica, sono un’aspirazione da rifuggire perché solipsistica e, come tale, lontana dal bene comune. I cittadini premiano i progetti di intesa, frutto di una convergenza che si deve consolidare in validi e costruttivi confronti, anche nelle piazze. Il problema della partecipazione al voto, non può essere sottovalutato. Ogni riferimento alla peculiarità della propria storia e delle proprie ascendenze culturali e politiche è stato intenzionalmente disatteso e sottaciuto in quanto ritenuto “divisivo” e potenzialmente conflittuale, al contrario solo elevando il livello qualitativo del confronto e, quindi, della proposta politico/programmatica è possibile coniugare particolarità e visione generale delle cose. Dobbiamo sentirci portavoce di proposte concrete e costruttive, non meramente critiche dell’ altrui operato, e dobbiamo quindi adottare metodi e strategie efficaci per realizzarle. Non ci accontentiamo della vaghezza di un programma elettorale tanto per presentarlo, non serve al cosiddetto centrosinistra e non serve, soprattutto, ad Avezzano. Dobbiamo aprire le nostre discussioni, coinvolgere i cittadini, andare a recuperare quella disaffezione alla cosa pubblica che è mortifera di qualsiasi dinamica democratica. Costruiamo delle nuove agorà in cui incontrare cittadini e portatori di interessi, prepariamoci a dare una nuova prospettiva ad Avezzano e per farlo dobbiamo essere coinvolgenti, aperti, inclusivi e determinati.
Rosalia Tangredi – Portavoce Sinistra Italiana Marsica
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