L’ordinanza Cenerentola è una misura repressiva che non risolve il problema di schiamazzi e sicurezza
ufficio stampa
Novembre 10, 2025
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“L’ordinanza-Cenerentola perde scarpe da tutte le parti. È una misura repressiva che tende a punire gli esercenti, le persone che lavorano nei locali e la collettività che vuole semplicemente vivere la città: non argina realmente il problema degli schiamazzi e, di conseguenza, non garantisce né maggiore sicurezza né il diritto al riposo delle persone residenti in quelle specifiche zone”. Così Enrico Di Ciano, segretario del circolo di Pescara di Sinistra Italiana, interviene sull’ordinanza che dà lo stop ai tavoli all’aperto e alla vendita di alcolici dopo la mezzanotte nella zona della movida.
In particolare, far chiudere i locali allo stesso orario in cui le galline vanno a dormire non significa in automatico aver risolto la problematica: è solo uno specchietto per le allodole per fare propaganda. Le persone, infatti, potrebbero andare a comprare alcool nei supermercati e nei negozi, come peraltro è avvenuto questo fine settimana, secondo quanto riportato anche da Il Centro.
“In questo modo, il rischio è che la problematica si espanda in altre zone della città o che le aree interessate dall’ordinanza vedano solo superficialmente la questione risolta, perché chi acquista alcolici negli shop può comunque aggirarsi tra Pescara Vecchia e zona Muzii. Cosa si è risolto quindi? Nulla. È semplicemente una misura repressiva, superficiale e propagandistica perché non affronta concretamente il tema”, continua Di Ciano.
“Senza contare che indurre le persone a comprare alcolici nei negozi o nei supermercati instaura implicitamente una concorrenza sleale: l’esercente non può vendere un prodotto che verrà comunque acquistato altrove, subendo una perdita dal punto di vista economico. In aggiunta, non comprando l’alcol nei locali non si riesce a monitorare se ci sono soggetti che ne hanno abusato e che rischiano di diventare pericolosi. In questo modo non si riescono ad allertare per tempo le Forze dell’Ordine. Se una persona non si sa dov’è, come è possibile intervenire tempestivamente per contenere gli schiamazzi o arginare altre questioni? Altra considerazione: questo metodo repressivo allontana le persone da Pescara perché le spingerà ad andare in altre città che, magari, hanno adottato politiche più concrete di collaborazione e inclusione. Questo potrebbe costringere alcuni locali a chiudere, cosa che è già successa, e quindi alcuni giovani che lavorano come dipendenti potrebbero perdere il posto di lavoro”.
Al contrario i locali possono tenere viva la sicurezza attraverso la socialità. “Riteniamo che locali, bar aperti e musica dal vivo possano contribuire ad aumentare la sicurezza. Se dovesse succedere qualche episodio sgradevole, infatti, sarebbero allertate immediatamente le Forze dell’Ordine perché si sa dove sta avvenendo un determinato fatto. La sicurezza sociale passa proprio per un luogo vivo che, ovviamente, rispetta le regole di una civile convivenza. Per questo è importante trovare proposte che prevedano una collaborazione tra tutte le parti: tra il diritto al riposo, il diritto di passeggiare e il diritto degli esercenti a lavorare. Questa giunta, invece, tende ad affossare e a penalizzare tutte le attività commerciali che provano a fare qualcosa sul territorio perché si muove unilateralmente. Accontenta solo una piccola parte di popolazione a discapito di un’altra grande fetta di collettività. Il deserto urbano notturno non genera sicurezza ma produce insicurezza, sia percepita che reale”, aggiunge Di Ciano.
Anche perché gli episodi di cronaca di maggiore gravità avvenuti a Pescara (l’omicidio sulla strada parco, l’omicidio di Christopher, rapine, o il cuoco ferito a Pasquetta 2022) sono tutti avvenuti in pieno giorno, o nel tardo pomeriggio, e lontano dalle vie della movida. “Che facciamo, quindi, mettiamo un grande lucchetto sulla città e la chiudiamo h24? Tra le altre proposte concrete e non repressive propagandistiche che si potrebbero adottare, c’è anche quella di mettere maggiori agenti a monitorare e verificare la situazione durante la sera. Per quanto riguarda gli schiamazzi e il rumore, invece, il Comune potrebbe parzialmente sostenere l’installazione di finestre a doppi vetri insonorizzate per la popolazione residente nelle zone della movida – propone Di Ciano- La repressione non è l’unica via possibile. La prevenzione e la reale volontà di arginare una problematica passano dall’impegno di creare luoghi di socialità anche oltre l’alcol. Chi fa cultura e lavora andrebbe premiato e non punito. La giunta Masci dimostri di tenerci davvero a Pescara e alla popolazione pescarese e abbia il coraggio di fare davvero qualcosa che non sia solo repressione”.
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