Da anni ormai sentiamo dire di dover far rifiorire la città di L’Aquila, rendendola il più possibile una città universitaria. Ad oggi, con la massima certezza possiamo affermare che questa città non è a misura di studente. Come UGS stiamo cercando di metterci il più possibile in contatto con gli studenti per poter ascoltare le loro proposte e cercare un punto in comune per rendere vivibile il loro percorso in questa città con la speranza che non siano qui solo di passaggio. Gli studenti ad oggi ci riferiscono di quanto sia difficoltoso spostarsi nella città con i mezzi pubblici; spesso questi sono stracolmi di persone e soprattutto le corse non sono sufficienti. Se vogliamo realmente trasformare questa città dobbiamo partire dal futuro e il futuro sono proprio gli studenti e le studentesse che scelgono ogni anno di venire in questa città per viverla, per studiarci, ma noi in risposta alle loro scelte ad oggi cosa offriamo? Una città che non è in grado di rendersi fruibile a chi la abita e a chi la sceglie. Favorire la mobilità studentesca permetterebbe di rendere il nostro centro storico nuovamente vivo, non solo il giovedì e il sabato sera. Dov’è la lungimiranza delle amministrazioni capaci di immaginare una città come un corpo che vive? Sembra quasi che lo slogan “L’Aquila agli Aquilani” sia stato tradotto in una chiusura da parte della città e si sa, quando un luogo si chiude, quando una società si chiude, quel luogo e quella società sono destinati a morire. Il nostro vuole essere un invito all’amministrazione affinché tale situazione venga risolta e vengano messi in atto i provvedimenti necessari per far si che tutti gli studenti e non solo quelli automuniti possano circolare liberamente all’interno della città e non debbano correre dietro un autobus con la speranza di trovare un posto libero e poter arrivare in orario alle lezioni.
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